Premessa alla lettura

 

Scrivere in dialetto non è molto facile, perché alla varietà di suoni presenti nel linguaggio orale, molti più che in italiano, dovrebbero in teoria corrispondere altrettanti simboli per la loro rappresentazione grafica. Esiste una simbologia da specialisti, ma ad un profano il testo non riuscirebbe leggibile, né si potrebbe comprendere il senso dell'espressione dialettale.
Premesso che il dialetto è una forma espressiva essenzialmente orale, per comprendere un testo in dialetto è fondamentale leggerlo a voce alta, perché è solo attraverso l'udito che siamo abituati a percepirlo.
Poiché i dialetti, ancor più dell'italiano, sono in continua evoluzione, occorre tenere presente che paesi vicini hanno espressioni o accenti apparentemente simili, e che tali seppur sottili differenze si avvertono anche nel tempo: il dialetto di oggi non è più quello di ieri.

Io scrivo in dialetto rispettando poche e semplici convenzioni:

  • La vocale E è aperta (bèl bello, vèrnia rumore, bèstia bestia, ecc.), o chiusa ( péss pesce, zzént cento, téndar tenero, ecc.).
  • La vocale O è aperta (còrda corda, fòss fosso, fiòl figlio, ecc.), oppure chiusa ( fóra fuori, nóm nome, ecc.).
  • La S può essere aspra e allora viene raddoppiata solo se a fine parola o fra due vocali (mòss mosso, savón sapone, lassàr lasciare, ecc.), oppure dolce (fùs fuso, in brùs appena, ròsa rosa, ecc.).
  • La Z può essere aspra e allora viene raddoppiata (zznar cenare, guzzàr affilare, zzùcar zucchero, zzucàr campo di zucche - notare l'accento sulla u o sulla a -, ecc.). Se è dolce invece non si ha raddoppio (znar gennaio, zugàr giocare, ruzàn arrugginito o sporco, ecc.).
  • Per le C e G si ha l'aggiunta di H quando sono dure (póch poco, zzóch ciocco, zzógh gioco, còragh cesto, ecc.), forme invariabili per singolare e plurale; altrimenti C e G sono dolci (fnòc finocchio, urtàg ortaggio, vèc vecchio, ecc.). C e G dolci si raddoppiano per il plurale (fnòcc finocchi, vècc vecchi, urtàgg ortaggi, ecc.).
Dovrebbero essere sufficienti queste poche indicazioni perché chi ha sentito parlare in ferrarese, riesca anche a leggerlo.

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